Prestiti senza garanzie per professori precari e insegnanti non di ruolo: cosa sono, come funzionano

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Il mondo dell’insegnamento e – quindi – quello dei professori e maestri si compone di una fetta di persone che non possono godere della stabilità di un posto fisso. Analogamente a chiunque altro, le vicissitudini della vita possono portare di fronte a sé delle spese impreviste. Cosa succede se il richiedente di un prestito è un professore precario? L’instabilità di tale posizione economica quali accessi può dare al mondo dei finanziamenti? In questo articolo scopriremo tutto quello che c’è da sapere a tal riguardo. Un’eventualità simile può colpire una moltitudine di persone che – di certo – non godono di condizioni economiche particolarmente brillanti. Ecco alcune delle migliori soluzioni pensate per questa categoria.

Prestiti per professori precari: quali sono gli scenari principali?

La prima precisazione è quella secondo cui è piuttosto difficile avere accesso a somme molto elevate. Tuttavia, nel periodo in cui si percepisce uno stipendio fisso, le porte che si aprono possono essere molte. Vediamo, quindi, quali sono gli scenari principali:

  • Accesso ai piccoli prestiti ex Inpdap. Questo scenario è il favorito, ma “premia” soltanto chi abbia accesso a contratti a termine della durata minima di un anno. E’ importante sottolineare – quindi – che il professore tipo che abbia preso in mano una cattedra per un periodo inferiore ai 12 mesi non potrà avere accesso a questa formula di credito. Più lunga è la durata del contratto, migliori saranno le prospettive per ottenere una certa somma di denaro.
  • Richiedere un prestito presso un istituto di credito. Seppur la richiesta sia subordinata alla presenza di uno stipendio (pena la richiesta di ulteriori garanzie come l’accensione di una polizza sul credito), essa deve rientrare nei termini di fine contratto. Il debito, quindi, dev’essere estinto prima che il rapporto di lavoro finisca.
  • Accedere ad un prestito cambializzato. I professori che non possano accedere alle formule sopra esposte e che non abbiano alcuna forma di stipendio percepibile, possono ricorrere ad un prodotto cambializzato. Per quanto stringente nelle condizioni di restituzione, esso non è condizionato a finalità e dona libero accesso ad una somma pecuniaria in tempi brevi.

Prestiti ex Inpdap per precari: come funzionano?

L’unico prodotto cui il soggetto precario può avere accesso è il “piccolo prestito”, ossia, una forma di credito commisurata sulla percezione del proprio stipendio. Si può richiedere – per ciascun anno solare – una somma pari al doppio della busta paga mensile. La restituzione deve avvenire entro un anno, pena l’iscrizione al registro dei protesti. Tuttavia, non vi è pericolo che ciò avvenga, in quanto, questi prestiti hanno un funzionamento simile alla cessione del quinto. La rata mensile, infatti, viene trattenuta automaticamente ogni 30 giorni.

Il limite di accesso a questa formula di credito consiste nel dover vantare la presenza di un contratto che – al minimo – abbia durata di un anno. La motivazione di ciò consiste nel fatto che – come anticipato – la somma anticipata va restituita entro l’anno solare. Chiunque abbia un contratto a termine pluriennale non incontra particolari problemi per avere accesso al credito. Il limite del piccolo prestito Inpdap è pari ad un anticipo di otto mensilità per una durata del piano di ammortamento che in qualsiasi caso (anche per chi ha il posto fisso) non supera i quattro anni.

Prestiti per professori precari: perché rivolgersi ad un istituto di credito

La soluzione migliore – in questa fattispecie – è quella di rivolgersi ad un normale sportello che conceda prestiti. Nel periodo in cui si percepisce lo stipendio, infatti, il trattamento è il medesimo di quando un professore gode di una cattedra fissa. In buona sostanza, l’unico limite è rappresentato dal fatto che il prestito deve estinguersi entro la data di fine rapporto di lavoro.

Negli istituti di credito convenzionali è molto più semplice avere accesso a somme di denaro più elevate. Se, quindi, avete bisogno di effettuare una piccola ristrutturazione o dovete cambiare la vostra auto, quest’opzione è la preferibile se non avete tra le mani un contratto pluriennale.

Seppur i tassi d’interesse siano mediamente più elevati rispetto ai prestiti erogati dallo Stato, essi non sono da ritenersi “proibitivi”. La categoria degli statali, infatti, gode della protezione che proviene dalla sicurezza della propria mansione. Non si corre, quindi, il rischio che nel periodo in cui si presta servizio non si riceva lo stipendio.

Prestito cambializzato per professori

I prestiti cambializzati sono una frontiera di credito per chiunque non possa vantare la presenza di un reddito fisso e dimostrabile. Tali prodotti sono indicati per chi si trovi nella stressante condizione di non esser chiamato a supplire qualche cattedra in giro per l’Italia. Il mezzo di restituzione del denaro è il vaglia cambiario: il suo pagamento corretto è essenziale per la buona riuscita della transazione. La mancata apposizione del giusto quantitativo di marche da bollo (pari all’11 per mille dell’importo della rata) è bastevole per annullare il titolo di credito.

In questa fattispecie, la finanziaria si assume la responsabilità di correre il rischio di non poter riavere il denaro in proprio possesso. Per tale motivo i tassi d’interesse salgono abbastanza, quasi al limite dell’usura bancaria. Al fine di tutelarvi, controllate sempre che ambedue gli indici del TAN e del TAEG siano quanto più bassi possibile (seppur a due cifre). Il nostro consiglio è quello di prendere in considerazione prestiti che abbiano tassi inferiori al 18% soprattutto per ciò che concerne il tasso annuale effettivo globale.

Cosa fare se il prestito viene negato?

Dopo una fase istruttoria più o meno breve, la finanziaria può comunque riservarsi di negare l’accesso al credito. La mancanza di requisiti, una non adeguata solidità economica, così come l’iscrizione al registro dei protestati possono essere alcune delle motivazioni più comuni che conducono la finanziaria verso un possibile diniego.

Una via di riserva non passa dai prestiti senza garanzie: le possibilità di riserva sono i prestiti con garante fisico, secondo cui, un parente o un amico appone la firma sul contratto. In questo specifico caso verranno considerate in modo approfondito anche le condizioni economiche del fideiussore, in ottica dell’eventualità in cui debba sostituirsi al beneficiario primario del credito. In alternativa ad esso, una polizza assicurativa sui crediti può salvare quelle situazioni in cui si abbiano dei “vuoti retributivi” tra una mansione e l’altra.